Slalom fra le memorie dello sci in tv – 1956-2001

Tutto Gattai a Tmc, vittoria per vittoria

NARRATORE E GUIDA TECNICA ALLO STESSO TEMPO

Ci stiamo per occupare di un telecronista che è stato uno dei più grandi, filologicamente inarrivabile per tutti, opinionista e prima voce allo stesso momento, dispensatore di emozioni, collaudatore di piste in ricognizione. La sua voce ha accompagnato (con tutto il pathos che si poteva trasmettere) tutti i momenti al top di Alberto Tomba e di Deborah Compagnoni. Parliamo di Bruno Gattai, discesista di buon livello, campione d’Italia nel 1978 a San Sicario, una discreta carriera giovanile in discesa ed anche in slalom (cominciata a Cortina da ragazzino, seguito da Yvonne Ruegg, moglie di Roberto Siorpaes), rallentato progressivamente da noie alla schiena, conseguenti ad una caduta in Val Gardena. Nel 1970 (dove gareggiava, fra i bambini, sotto la guida di Cesco De Florian), era stato intervistato in Tv da Mario Oriani, per la rubrica “Tempo di sci”, al termine di una gara, insieme alla sorella Marina ed a un altro futuro campione dello sci e del microfono, Paolo De Chiesa. Lo stesso Bruno si era reso conto di essere a suo agio col microfono, nei primissimi anni Ottanta, dopo un’ospitata in Rai, da Guido Oddo, in cabina a Courmayeur. I suoi primi impegni al microfono risalgono a Sarajevo 1984, dove Telemontecarlo ha deciso di riempire il palinsesto con gare alle sera (per lo più sci alpino, hockey e pattinaggio su ghiaccio).

Enrico Crespi

Bruno cominciò le telecronache come seconda voce di Enrico Crespi, giornalista di spessore de “La Notte”, Presidente Ussi, che aveva necessità di qualcuno che potesse aiutarlo a colmare alcune sue lacune nel commento della disciplina. Poi proseguì da solo, con estrema naturalezza unendo pathos, tifo, tecnica e proprietà di linguaggio, innovando totalmente il commento dello sci alpino.

PATERNITA’, CARRIERA FORENSE, FEDE NEROAZZURRA

Arrigo Gattai

Bruno è figlio del compianto Avvocato Arrigo Gattai, Presidente della Fisi (in futuro Presidente del Coni), dopo essere stato 13 anni all’Inter di Angelo Moratti ed Herrera. In quel periodo Bruno è già orientato verso la carriera forense ma da giovane praticante presso un professore universitario ha comunque necessità di arrotondare in quanto sta mettendo su famiglia: oltretutto poteva divertirsi in un mondo che ancora gli apparteneva anche se i commenti (per un paio d’anni, finchè Tmc non fu rilevata da Rede Globo nel 1986) provenivano inizialmente da studi monegaschi. Più avanti, quando avrà l’occasione di commentare le gare sul posto, sarà costretto a faticose trasferte notturne nella notte fra il venerdì ed il sabato, per raggiungere le località di gara, dopo aver lavorato nel suo studio legale. E a fine gare, il percorso inverso, per essere a Milano il lunedì mattina. Quanto all’Inter, narrasi che si portò, durante una telecronaca nordamericana, in tempi inoltrati di posticipo, un monitor in cabina, per seguire le vicende calcistiche neroazzurre in un Derby, mentre commentava.

DAL RITORNO AL SUCCESSO DEGLI AZZURRI ALL’ESPLOSIONE DI TOMBA

Sono gli anni in cui gli azzurri cominciano a riaffacciarsi ai piani alti della Coppa del Mondo con Erlacher, con Pramotton, con Mair, con Toetsch. Gattai vive la gara con estremo trasporto, con una narrazione mai monocorde, sempre offrendo spunti tecnici ed ambientali che non eravamo abituati a sentire. Ai mondiali di Bormio 1985, Tmc propone le gare generalmente alla sera nei giorni feriali e in diretta nei festivi. Nella domenica di chiusura deve imprecare ad una fascetta che copre il viso di Toetsch in piena azione nello slalom. Ci si sposta gradualmente al 1986/87, con una novità al microfono, a fianco di Gattai, c’è Paolo De Chiesa (l’ex slalomista della valanga azzurra), alla sua prima stagione da ex. Il binomio resta al microfono una sola stagione, quella della grande stagione italiana di Coppa ma del modesto esito ai Mondiali di Crans Montana, un solo bronzo con Tomba e  due sussulti per la sfortunata prova di Mair in discesa e per un intermedio di Tomba, in linea con i primissimi, in slalom prima di uscire di pista.

Con la stagione 1987/88 Gattai resta da solo al microfono. Esplode Alberto Tomba a fine novembre 1987, ma ….esplode anche Telemontecarlo. Le vittorie dell’emiliano sono un veicolo formidabile per l’emittente monegasca in continua espansione, anche con forme nuove di scaricare la pubblicità: quante volte abbiamo sentito “a risentirci fra cinque secondi” fra una prova ed un’altra, anticipate dallo slogan “Telemontecarlo, linea diretta con lo sport”. Al cancelletto di partenza della seconda manche di Tomba a “Bad Kleinkircheim”, gara di slalom Gattai si esprime così “…Pensate quanto gli austriaci stiano gufando, come si dice in gergo, Alberto Tomba,….è di una precisione eccezionale, niente da dire, ha stravinto anche questa manche!!, li ha massacrati una volta di più, 2 secondi e 14, …sul muro ha sciato con una sicurezza pazzesca…!, un distacco da far rabbrividire”

ALBERTO IN ALBERTA

Alle Olimpiadi di Calgary la consacrazione di Gattai va di pari passo con quella di Tomba. Al sabato commenta la cerimonia d’apertura. Nel primo lunedì di gare si trepida già per Mair: dopo aver ricordato “l’oggettiva difficoltà in curva di portare 100 kili”, non può che rammaricarsi dell’uscita del Much “…lo vedete impazzire dalla rabbia, è uscito nella stessa curva dello scorso anno…. (in Coppa)”. Gli resta la soddisfazione della vittoria di Zurbriggen, sciatore che Gattai non mancava mai di apprezzare.

Bisogna aspettare una settimana per nuove concrete speranze. Nella seconda domenica olimpica, il debutto di Alberto Tomba in superg. Gattai non fa nemmeno in tempo a dire …”oggi era caricatissimo!!..” che già il bolognese è uscito, con l’audio dal Canada che anticipa di alcuni istanti l’errore di Alberto.

Passano quattro lunghi giorni, si arriva al giovedì per la gara in cui Alberto deve confermare quanto di buono ha fatto in stagione: lo slalom gigante. Alberto ha il numero 1. Al temine della sua prima manche queste le parole di Gattai  (…adesso bisogna solo sperare che oltre ad aver sciato bene sia anche andato forte)……presto si delinea il dominio incontrastato di Tomba.  La seconda manche con l’inversione dei 15 parte con al microfono Paolo De Chiesa, dall’Italia, per iniziali difficoltà d’audio. La linea viene ripristinata con il secondo concorrente in gara, Tiger Shaw; le discese si susseguono, il tempo di un “alè” per salutare il primo posto provvisorio di Ivano Camozzi (sarà quarto nella graduatoria definitiva) mentre intanto in cabina con lui c’è l’azzurro Osvald Toetsch. Strolz si rivela avversario irriducibile ma il vantaggio di Tomba di 1.14 “…la dice lunga sulle sue chanches di conquistare la medaglia…”; siamo ai momenti decisivi, col primo intermedio matura in Gattai la convinzione che “…deve solo non sbagliare”, un breve scambio di battute con Toetsch, un piccolo brivido, poi la sua voce accompagna il trionfo assoluto “…non bisogna sbagliare qua, non bisogna sbagliare qua, 1.03.50 per vincere, a questo punto è la vittoria, è la vittoriaa!!, avete visto che  ha alzato le braccia prima del traguardo e questo sono cose che nello sci nessuno aveva mai fatto!!!”.

Ma si deve presto voltar pagina, al sabato c’è lo slalom.. Nella prima manche Gattai manifesta le perplessità sul terreno di gara e le difficoltà di sciata, avendo Tomba il pettorale numero 11. La prova dell’azzurro non è del tutto convincente “… ha rischiato ma non è brillantissimo, non è brillantissimo, …..nella seconda dovrà sparare le sue cartucce al massimo….”.

Prima della partenza della seconda manche, Bruno Gattai inconsapevolmente raduna in una stessa frase passato, presente e futuro, allorché precisa di aver visto Rosi Mittermaier e Christian Neureuther, campioni del passato con il loro figlioletto. Ebbene, quel bambino di non ancora tre anni era Felix Neureuther, futuro campione di slalom, plurivincitore in Coppa.

Logo personalizzato di Telemontecarlo per Calgary 1988

Eccoci al momento più emozionante nella storia dello sci alpino, tanti altri momenti vivremo, ma un finale così bello e così palpitante, la storia non lo ha più disegnato.  Tomba parte per terz’ultimo. La sua discesa è un sussulto continuo di emozioni che lo sciatore offre in pista e Gattai traduce all’impronta per noi  “…adesso Alberto deve cambiare marcia….”;  più avanti “…sta sciando bene ma non mi sembra velocissimo….,è in fondo che deve cambiare” ….”ha mollato, ha mollato, ha mollato, ha mollato, ma ha sbagliato, non ce la farà, temo….passa al comando con 47.85, la medaglia è sicuramente sua, la medaglia c’è ma temo fortemente che Alberto non riuscirà a vincere la gara…” Scende Jonas Nilsson (“….ha sfruttato il n.2 nella prima manche ma Nilsson è uno che soffre le piste rovinate..non ha commesso errori ma non ha mollato granché…..è dietro, è dietro, è dietro alla grande…)….Resta solo il campione del mondo in carica Frank Woerndl. Dopo l’intermedio “…gli rimangono 35 centesimi di vantaggio, qua ha sbagliato un po’, ha sbagliato ancora, si lotterà sui centesimi,…..mamma mia, grande batticuore, qua ha sciato bene, ha sciato bene, ce la fa, temo ce la faccia, …. è dietrooooo, è dietrooo per sei centesimi, ha vinto ancora Albertooo, ha vinto ancora e lo vedete esultare, due medaglie d’oro….Alberto Tomba entra nella leggenda..” ricordando poi a ritroso gli eroi delle doppiette olimpiche.

TOMBA MANCA LA COPPA DEL MONDO

Si ritorna in Europa sull’entusiasmo di quei trionfi.  Tomba deve superare in classifica Zurbriggen ma tutto non va nel migliore dei modi. C’è un lumicino di speranza nel sabato di Saalbach, quando si è già in primavera. Tomba deve vincere lo slalom e sperare che Zurbriggen non faccia meglio dell’ottavo posto. Zurbriggen, settimo dopo la prima manche, arriva al traguardo con il secondo tempo provvisorio ….”A questo punto tutti quelli che adesso prendono il via devono stare davanti a Zurbriggen…E’ veramente dura”; scende Gstrein e si capisce che la Coppa sta per essere assegnata all’elvetico: Gattai non è certo tenero con l’austriaco “Qua ha sciato male, accidenti, qua ha sciato da cani, …signori, la Coppa è andata!!”  Per quella stagione fu l’ultima sua gara; alla domenica il testimone va all’anziano Guido Oddo per il parallelo conclusivo, vinto da Tomba, verosimilmente causa leggera indisposizione dell’avvocato milanese. Di questa e delle prossime stagioni, potete vedere i video dei commenti di Gattai e delle vittorie di Tomba, che chi vi scrive ha caricato, con piacere, al 95% sul web: con un’avvertenza, diffidate delle volgari imitazioni e dagli inverecondi scopiazzamenti, di quei filmati di Archeologia dello sport (progetto precedente a Telesciando, sempre senza scopo di lucro ma con l’unico obiettivo la divulgazione storica) che in tanti hanno  riproposto miserevolmente, togliendo logo e meriti a chi aveva diffuso inizialmente quelle immagini. Perdonate la digressione ma questa precisazione era quanto meno doverosa. Nel ricordo di una rubrica del 2013 che si chiamava APOTEOTOMBA.

LA STAGIONE DELLE ILLUSIONI

1988/89: Gattai nuovamente agguerrito al microfono, forse un po’ meno Tomba che non riesce a ripetere la stagione fantastica precedente. La vittoria di Campiglio, l’11 dicembre 1988: è accompagnata così da Gattai, “…forza Alberto, non può sfuggirgli la vittoria ed è arrivata, è arrivata, con 91 centesimi di vantaggio, Alberto Tomba finalmente trionfa….”.

In occasione dei mondiali di Vail, la discesa libera va in scena con due giorni di ritardo sul previsto e i materiali la fanno da padrone, il ritardo abissale di Much Mair all’intermedio è salutato con un “…è lento, è lento, mamma mia! niente da fare, niente da fare,…….molto sfortunato, se la gara si fosse svolta tre giorni prima, a mio parere, la vittoria non gli sarebbe sfuggita”,

Molti problemi di audio nel corso del superg, il disturbo audio avviene nel corso della prova di Hangl, colui che si laureerà campione del mondo, sceso con il n.1. Nel corso di questa discesa una frase ricorrente nelle sue telecronache in tutto l’arco dei suoi anni “Queste riprese sono troppo ravvicinate, non permettono di poter vedere bene la traiettoria degli atleti”. Quando scende Furuseth “…guarda che roba questo atleta, ha le gambe di gomma…ha un modo di sciare che mi fa impazzire”. Oltre ad accompagnare con passione le prove dei nostri azzurri, Gattai usa termini nuovi ed originali; sempre a proposito di Furuseth, ne rimarcava sovente “l’indipendenza di gambe”.

A distanza di un anno è la giornata del giovedì a proporsi con lo slalom gigante ma stavolta le cose non vanno come alle Olimpiadi; Alberto Tomba parte per primo nella seconda manche ma le speranze della grande rimonta sono esigue “…la mia impressione è che Alberto manchi di fluidità, non ha la gradualità di movimento che ha caratterizzato tante delle sue prove migliori…”.

Anche stavolta qualche problema tecnico audio, poi risolto, nel corso della discesa di Helmut Mayer che arriverà secondo. Nel corso della discesa di Nierlich, Gattai si sbilancia anticipando la facile affermazione dell’austriaco “Se non succede qualcosa di osceno, la vittoria dovrebbe essere sua”.

Alla domenica pomeriggio (per noi in Italia) lo slalom è una piccola “Caporetto”. Tomba scende in linea con i tempi dei migliori finchè “…ha una gran forza nelle gambe, in questi giorni in slalom andava,….. mi sembra un poco stanco, l’ entrata sul muro non è stata delle migliori, nooo!!, nooo!!, nooo!!, no!!, no!!, no!!, inforca e finisce fuori, è proprio la fine di questo Campionato del Mondo”. Nella seconda prova preannuncia la sconfitta di Bittner, vincitore della prima manche “…non può far calcoli, .…. è buono ma sta forse tenendo un po’ troppo,… mamma mia non ce la fa, ha tenuto troppo….Rudy Nierlich diventa il numero uno di questi campionati..”

CON TOMBA NON ESISTONO ANNI DI TRANSIZIONI

Nel 1989/90 parte la stagione in Nordamerica, a Park City, dove Tomba lascia il segno in slalom vincendo a braccia alzate come un tempo. Gattai, una volta di più lo spinge con il suo tormentone “Forza Alberto” che non mancava mai prima o durante la gara “…Con la prima manche che ha fatto anche i suoi detrattori dovranno riporre le armi….guardate la sicurezza di questo atleta..”,

In Val d’Isere in supergigante, un volo spettacolare di Alberto Tomba: per Gattai un sospiro di sollievo nel constatare che il carabiniere bolognese per lo meno non ha riportato danni pesantissimi ma al ritorno da una pubblicità “le immagini che non avremmo mai voluto vedere, Alberto Tomba, sale in elicottero, da quello che si è visto Alberto si è fatto male ad una spalla…”

L’incidente di Tomba anticipa di qualche giorno un altro volo pazzesco al Sestriere, quello di Girardelli, in un superg “Mamma che botta!!! Mamma!!, Mamma!!, Mamma!!, Mamma!!, questo è quello che io temo, finire fuori in una striscia di neve in mezzo ai prati”

In Val Gardena arriva il momento che nessun telecronista vorrebbe vivere: un atleta a terra con non reagisce dopo un tremendo impatto: è Giorgio Piantanida. Momenti di grande sofferenza, con Much Mair in cabina. In quel giorno emerge un cortinese che arriva terzo: Kristian Ghedina. Ma sono tutti in apprensione. Solo nel pomeriggio arriveranno notizie tranquillizzanti riguardo a Piantanida.

Il 3 febbraio 1990 arriva la prima vittoria di Ghedina “…se adesso lascia correre come sa, può ancora farcela..”; e infatti passa in testa. Ovviamente nella gare a prova unica le emozioni sono più filtrate delle gare a doppia manche dove l’enfasi ha buon gioco, conoscendo al volo il risultato finale.

Tomba torna alla vittoria a Geilo, dopo l’infortunio di dicembre, una vittoria  “…con il cuore in gola, avevo il terrore che potesse sbagliare alla fine…”; poi a Saelen, in rimonta, altro successo “…guardate la reattività, bum!!, bum!!, come vola via tra una porta e l’altra…” mandando (forse un po’ eccessivamente) “a casa” Armin Bittner, primo al termine della prima manche. La stagione si chiude ancora con Ghedina s’impone ad Are (“…lui ha questa capacità di essere ipersensibile in fase di curva”, con tanto di licenza poetica: “la sorpresa più eccezionale dell’anno”).

LA STAGIONE DI SAALBACH

La musica di Tomba non cambia nel 1990/91, in Alta Badia avviene il ritorno al successo in slalom gigante e si ha quasi l’impressione di ascoltare una favola “…quell’errorino gli è suonato come un campanellino d’allarme”. Chi mai si era espresso così in telecronaca?

Ovviamente bisogna differenziare le occasioni in cui Tomba è già davanti nella prima manche, da quelle in cui invece è dietro, come nello slalom gigante di Kranjska Gora (..“per Kaelin sono belle gatte da pelare, mi suggeriscono altri termini diversi ma bisogna utilizzare parole più consone”)

E’ l’anno in cui Alberto Tomba commette vari errori in slalom. A Kitzbuhel mentre inforca: “…non stare indietro, indietro, indietroooo, sempre lo stesso errore”. Di quello slalom vi proponiamo una soggettiva della seconda manche commentata da Gattai.

Wengen: nelle prove l’incidente mortale di Rheinstadler in discesa. In un servizio del sabato pomeriggio, Gattai espone la dinamica dell’incidente e invoca la Fis a installare per le protezioni teloni piuttosto che reti.  Senza sosta, se non per questo luttuoso evento, arrivano i mondiali di Saalbach, dove, nelle prova femminili di Saalbach, Bruno Gattai è accompagnato da Ninna Quario.

Contrariamente ad ogni tradizione passata, è lo slalom maschile ad aprire la gare: Gattai individua già nella prima manche il problema di Alberto Tomba: “…E’ evidente secondo me in Alberto, la paura di uscire…..ha fatto una gara molto controllata, ma molto controllata”.

C’è una novità alla tv, nelle seconde manches, il cronometro in sovrimpressione non riparte da zero, ma dal tempo conseguito nella prima prova. Si ha quindi l’immediata percezione del risultato.

Nella prova decisiva ci par di rivivere le palpitazioni di Calgary, anche se qui ci si gioca “solo” un mondiale. Col cuore in gola con lui “qui è buono, forza Alberto, ..uh, che taglio sulla doppia ma ha lasciato andar bene, ..mollare tutto adesso, mollare tutto in quelle cinque porte finali…..nooo! È dietro, ha tenuto troppo.”. Alberto è terzo, ma con la discesa di Girardelli dovrà scendere dal podio.

Anche dalle prove veloci arrivano spunti interessanti per l’Italia. Gattai accompagna la prova di Runggaldier proteso verso l’argento “..stai giù, lascia correre gli sci il più possibile…”, Al traguardo è provvisoriamente primo, sarà argento. In carriera Gattai ha commentato tanti ori nelle discipline tecniche ma per le prove veloci si dovrà attendere ancora.

Arriva un insperato argento da Ghedina nella combinata; “…non ha chances di conquistare una medaglia….” all’inizio della seconda manche di slalom, forse l’unica incertezza di Gattai nel corso di tutta la carriera al microfono, giustificabile dal fatto che i calcoli di gara erano complicatissimi e le tabelle fornitegli erano errate. Del resto lo stesso cortinese dapprima sembra deluso ed incerto poi  si manifesta “….felice come una Pasqua”, all’ufficializzazione del risultato.

E siamo alla domenica finale del gigante. Il primo ad utilizzare il casco in questa disciplina fu Tomba. Gattai, alla prima inquadratura, lo rimarca, non senza meraviglia. “Alberto col casco!, Bah questa non l’ho capita!! Corre col caschetto da superg.” E’ la manche della grande illusione “…scappa via, scappa via da una porta all’altra, …..prima del piano ha sciato, secondo me, molto bene Alberto, molto buono….non indietro li’, non indietro li’”. Alberto è primo davanti a Nierlich per 0.27.   La seconda manche è un’attesa spasmodica per il duello Nierlich-Tomba. Un sussulto con Nierlich “….è caduto ma si è salvato, comunque ha perso molto..” La regia indugia su Nierlich, atleta di casa a medaglia, si passa ad inquadrare la partenza registrata di Tomba, dopodichè alla prima inquadratura con Tomba per le terre “Nooo!!!, noo!!, no!!, …e va beh!!,….vedete Alberto sconsolato, la sua gara è finita dopo pochissimi metri e Rudy Nierlich sembra sia campione del mondo…”. Quel sembra era riferito ad una possibile minaccia di squalifica per l’austriaco, non concretizzatasi.

Nierlich potrà conquistare il suo secondo titolo mondiale, ma per lui il destino è in agguato. Perirà a maggio in un incidente automobilistico. Uniamo al ricordo di Rudy Nierlich, anche Ulrike Maier. Dopo la vittoria del superg ai mondiali di Saalbach, un’immagine della tv austriaca aveva inquadrato la sciatrice in lacrime. Vicino a lei una creatura infagottata, la figlia Melanie. Un’inquadratura di gioia che si tramuterà in struggente dolore quando la ragazza di Rauris perderà la vita a Garmisch a fine gennaio 1994.

Dopo Saalbach, resta il finale di stagione 1990/91; in Coppa rimane storico il lavoro che fece con la redazione un sabato mattina in occasione dello slalom di Hafjell, per via di un passaggio dubbio di Tomba nella prima manche dello slalom, con un’innovativa lente di ingrandimento che cercò di chiarire se Tomba avesse o meno inforcato, dopo una prova dominata ma inficiata dalla squalifica.

In un lancio da Aspen che anticipa la seconda manche del gigante, dopo che Alberto ha stravinto la prima: “…speriamo non ci sia bisogno di Nostradamus per predire la sua vittoria”. Va spiegato che Tmc aveva preannunciato in un promo, appena passato, una trasmissione dedicata al profeta del Millecinquecento. Ma del resto Tomba quel giorno appariva irresistibile: questa la sua prima manche dalla località del Colorado.

Storico cambio di voce e di tono nel gigante di Waterville Valley  “….Furuseth vince questo gigante, macchèèèèè!!!!, è dietro per un centesimo (in falsetto, più facile ascoltarlo che …riportarlo per iscritto) ”. Vittoria rocambolesca per Alberto.

PARTE UNA NUOVA STAGIONE OLIMPICA

Come avvenuto due anni prima, il 1991/92 propone un esordio di stagione in Nordamerica. Se Tomba è puntuale a vincere nel gigante di Park City, altrettanto lo è Gattai che certo non ha perso la vena al microfono “…. Alberto è veramente doc, ha sciato benissimo, sarebbe fantastico vederlo subito nelle primissime posizioni….”.

Nello slalom del Sestriere (Tomba in testa dopo la prima manche) dapprima un’esclamazione per aver perso subito l’impugnatura del bastoncino, poi Gattai scende in pista con lui “…mamma mia, sta tirando come un matto, non sederti, non sederti, lascia correre…”; in Val Badia (gigante) “…gli è rimasto attaccato il telo della porta sulla  testa, Speriamo che Alberto non si faccia condizionare, ormai è abituato a queste cose, non so che altro gli deve succedere, una volta il bastone, una volta gli occhiali, adesso il telo…ma lui è più forte di tutti e di tutto, grandissimo campione”.

Si entra nel 1992, anno olimpico, a Kranjska Gora è Sergio Bergamelli a comportarsi da Tomba nel gigante ghiacciato “Mamma mia sta tirando come un matto…… 2.22, li ha massacrati, vi assicuro, è un matto, ha attaccato come se fosse lui a dover recuperare….”. Nella successiva gara di slalom sul pendio della città slovena, si ritorna a parlare di Tomba vincitore “…non ha bisogno di guardare il tempo, alza il braccio dopo il traguardo, sa perfettamente di essere primo..”

Nella discesa libera di Garmisch, caratterizzata da rovinose cadute fra cui quella che costa i Giochi Olimpici a Skardaal (….Mamma mia che botta!), chiusura del collegamento anzitempo in ragione del tempo allungatosi per via dei vari soccorsi. La discesa del vincitore Wasmaier (redivivo) non viene mostrata, se non in un collegamento con Bruno Gattai, nella trasmissione del sabato pomeriggio con la collega Marina Sbardella ed alla presenza del padre Arrigo, Presidente del Coni.

A Kitzbuhel, in slalom, parlando di Alberto Tomba “….. Dio mio, come è entrato dritto,  grande,  grande,  grande,  grande,  grande,  grande,  grande,  grande,  grandeee, nelle ultime 10 porte ha preso un secondo a tutti”.  Ad Adelboden un “No, No, No, No, No, No, No, No…”  accompagna l’uscita di Alberto, cui si stacca uno sci in gigante, nel momento decisivo.

ALBERT…VILLE

Si arriva, con grande trepidazione, alle Olimpiadi ad Albertville, dove Gattai si occupa anche dello sci femminile. Con l’esplosione di Deborah Compagnoni, Telemontecarlo aveva seguito compiutamente le gare muliebri di Coppa del Mondo con il commento di Guido Oddo o di Andrea Prandi (del quale ci occuperemo in altro capitolo). Ad Albertville le prove femminili saranno invece commentate da Gattai, insieme all’ex slalomista Maria Rosa Quario (ex spalla tecnica di Alfredo Pigna in Rai).

La combinata della discesa nel pomeriggio inoltrato, causa rinvii (con Peter Runggaldier in cabina, forzatamente assente per infortunio) è il terreno di brividi continui…: dalla caduta di Girardelli “…mamma mia che botta, oh che botta”; a quella di Mader “…anche lui, anche lui va a sbattere…Peter. non so se possiamo andare avanti a fare la gara”. Dopo la discesa libera, osservando le uscite dei favoriti ed il risultato della gara, Gattai ci segnala che secondo lui gli azzurri Polig e Martin hanno “possibilità nonché probabilità” di andare a medaglia.

L’indomani subito un altro colpo di scena “…fuori Accola, medaglia d’oro persa….vi dicevo che questo slalom sarebbe stato difficilissimo….” Nella seconda manche le emozioni  arrivano dopo le discese degli azzurri Polig e Martin, rispettivamente primo e secondo con una differenza di soli sei centesimi. Con Locher sembra di rivivere il Woerndl di Calgary 1988 (…è dietro, è dietro!!), con Cretier abbiamo due azzurri inaspettatamente sul podio (…..non ce la fa, è dietro anche lui, è quarto!, due medaglie ci sono!!). Resta la sola discesa di Strolz, eterno secondo che però “….può essere il primo uomo della storia a conquistare l’oro in due edizioni diverse..”. Ma in gara “…è fuori, è fuori Strolz,  grande Italia!!!!!, è brutto gioire per la sfortuna di un avversario…”. Poi a sera i due azzurri ospiti di Gattai (in veste di…avvocato) che ci ricorda come sia stato respinto un reclamo per scritte pubblicitarie del resto regolarmente coperte.

Si arriva al 18 febbraio, il giorno più ricco del nostro sci. Al mattino argento della staffetta del fondo. Il superg femminile era stato rinviato di 24 ore, causa problemi meteorologici. Per questo è in programma fra una manche e l’altra del gigante maschile, Bruno Gattai collegato dalla Val d’Isere, sede del gigante, Ninna Quario, presente a Meribel, per una telecronaca a distanza.

Deborah Compagnoni, Albertville 1992

Deborah Compagnoni scende con il n.16. Dopo un primo intermedio incoraggiante ma non decisivo, Gattai trasporta Deborah e…Ninna verso la vittoria “….deve sciare con 5/6 decimi all’intermedio….qui c’è quel buco passato senza problemi…larga un po’ di linea ma non ha perso….forza, forza, alèèèè, 1.29 (di vantaggio), Ninna ce la fa”. La Quario a malapena riesce a proferire parola, tanto è gasato Bruno Gattai, nell’ultimo mezzo minuto di gara. Al traguardo all’unisono Bruno e Ninna “…è davanti, è davanti!!”…” Ancora Gattai; “Avevo paura a dirlo che questo martedì 18 febbraio, oltre che pieno di emozioni, sarebbe stato grande anche di soddisfazioni per noi”

Ma perché questo 18 febbraio possa pienamente passare alla storia, bisogna completare il quadro, con Alberto Tomba in testa dopo la prima manche vissuta con il cuore in gola da Gattai, non senza un rammarico conclusivo ”Ha tenuto troppo sull’ultima curva verso destra..”…Tomba è comunque in testa con 0.13 su Girardelli. La seconda manche non sarà una passeggiata come a Calgary. Il lussemburghese è scatenato ed insidia l’oro di Alberto. Al primo intermedio l’Albertone è in ritardo di 22 centesimi, che si riducono a sei nel secondo rilevamento. A questo punto bisogna spingerlo verso la vittoria “…ci si gioca tutto nel finale, dove ha perso mezzo secondo nella prima può recuperarlo…un pò di traverso ma si è salvato, dai!, mollare, mollare, tutto quello che va!!, tutto quello che va!!….adesso dritto in questo dosso, forzaa, forzaa, forzaa, (poi riferendosi ai secondi che scorrono) quattro, cinque, seiii e novantotto, ha vinto, grande campione, la leggenda, la storia dello sci…”

L’Olimpiade di Albertville potrebbe ancora dare soddisfazioni ai colori azzurri, ma, come sappiamo, il giorno successivo alla gloria si tramuta in un giorno di dramma per Deborah Compagnoni con le urla di dolore per un infortunio al ginocchio sinistro nel gigante femminile, tra l’altro in una giornata dove il collegamento audio dà qualche problema di troppo.

Quanto ad Alberto Tomba, atteso a ripetersi nello slalom, non tutto va per il verso giusto nella prima manche “…non sta andando, non sta andando….forza Alberto, non ha ancora trovato il ritmo….è una brutta copia….non è l’Alberto che mi aspettavo di vedere in gara oggi….1.58 (il distacco da Jagge), sesto, perde tantissimo”  Ma c’è da giocarsi tutto nella seconda manche e in Italia, in tanti hanno un ricordo speciale lungo diciotto anni, la seconda manche di Thoeni a St. Moritz.  Così Gattai accompagna la sua seconda prova “…sta attaccando al massimo, sta attaccando al massimo…..decisamente un altro rispetto a stamattina….1.02 di vantaggio, perché si siede?!…cambiar marcia, cambiar marcia ancora, se possibile,…..bene ma non benissimo….non è riuscito a cambiar ritmo nel finale….chiude in vantaggio,.. manche buona ma non clamorosa….”.

Con il cuore in gola (come nel 1988) le discese di Fogdoe, Accola, Staub e Tritscher che non riescono a star davanti al bolognese. Si è materializzata una medaglia d’argento, ma per l’oro bisogna veder cosa combina Jagge. “Non vorrei essere nei panni di Jagge…”  sentenzia Gattai, correggendosi subito – “….anzi per la verità vorrei esserlo perché una chance del genere capita a poche persone nella vita…”. Jagge scende, Tomba aspetta, Gattai commenta. Con 0.56 di vantaggio appena Gattai quasi si ferma: “…Mamma mia, basterebbe…vediamo un po’….”Alberto nella parte bassa ha sciato meno bene che in alto…ce la fa, per un niente ma vince Jagge “…. a ripensare a quella prima manche c’è da impazzire perché ha fatto una manche assurda Alberto, tanto assurda, quanto è stata straordinaria la seconda….” E sul parterre tutti guardano Alberto come l’uomo di un’impresa epica, finchè…. non arriva il costaricano Lavagni, ultimo a scendere, portato in trionfo da Tomba e Jagge

SI CHIUDE IL 1991/92

Dopo le Olimpiadi: Bruno Gattai è spontaneo, quasi oltre ogni licenza, in occasione di una caduta di Heinzer ad Aspen (…. porco Giuda, che botta!!!).  Chiusura a Crans Montana ancora con Alberto Tomba vittorioso. Nello slalom: “…attenzione a non arretrare, molto pulito, sta facendo una gara giudiziosa, speriamo non troppo,…vince alla grande, …lo vedete super felice per questa vittoria”

DA UN ANNO ALL’ALTRO

Come avvenuto nell’anno post olimpico di Calgary, anche dopo Albertville, la stagione 1992/93 di Tomba è un po’ sotto tono, per lo meno non all’altezza delle altre annate.

Si comincia con lo stupore di Bruno nel vedere Alberto Tomba salutare tutti al Sestriere nel corso della prima manche del gigante d’apertura. Nella stessa località piemontese arriva un successo inaspettato di Fabrizio Tescari (“…sul difficile l’anno scorso non sciava per nulla bene, quest’anno ha fatto dei passi da gigante…”). In discesa terzo posto di Luigi Colturi nella mini discesa di Val d’Isere (…lui non è tanto bello da dover vedere ma ha una straordinaria sensibilità sui piedi). Poi arriva il momento di “bacchettare” Tomba in gigante sul muro della Val Badia (“…ancora sta indietro, ha perso terreno, quattro metri in più di quello che doveva fare in queste ultime porte….se perde la gara, la perde per quei metri in più…”). Sarà terzo dietro a Girardelli ed a Feutrier (atleta che Gattai ammirava molto, ricordando spesso che il transalpino aveva sconfitto la leucemia).

La gara di Kranjska Gora è ricordata anche per una notizia luttuosa che Gattai annuncia, fra i primi nel mattino. La morte del grande giornalista Gianni Brera dovuta ad un incidente stradale. Nel gigante in Slovenia si rivede Sergio Bergamelli (aveva aperto l’anno solare 1992, ora cerca di chiuderlo con un’altra vittoria dopo aver condotto la prima prova); (“…purtroppo un’altra grattatina, anche qui troppo inclinato, è buono….ma non se l’è sentita di attaccare al massimo ed è indietro, quinto posto….”).

Ad inizio 1993 assistiamo al week end più bello: al sabato torna al successo Alberto Tomba in slalom (nella prima manche aveva paura di uscire…vediamo ancora se riesce ad andare come sa perché se ci riesce, li massacra ancora, ne sono convinto….mollare gli sci Alberto, non commette errori ma ha questa remora che gli impedisce di attaccare….sul finale ha lasciato andare, forse ce la fa..). Un successo che si realizza dopo la discesa di altri sei concorrenti. All’indomani il secondo posto di Vitalini (n.33), ci par di ricordare, non seguito in diretta per il lungo protrarsi della gara di Garmisch, come al solito caratterizzata da cadute rovinose. In diretta la caduta di Vitalini del giorno dopo in una seconda discesa (…no, dentro lì no, speriamo niente di grave per Vitalini..ha preso una spigolata micidiale….stava andando dritto nelle reti e io mi sono veramente terrorizzato..).

Storico il numero di Alberto Tomba nel gigante di Veysonnaz, l’acrobazia (definita “da ballerino”) per rimanere in gara evidenzia le grandi doti dell’azzurro ed esalta la capacità oratoria di Gattai.

Resta ibernata nelle memorie dello sci la discesa di Sankt Anton per via di una serie di cadute nella piazzola del traguardo: per lo svizzero Gigandet “…mamma mia, mamma mia,  è finito in mezzo ai tralicci delle cabine dei commentatori, …pazzesco, folle come è stata sistemata questa zona del traguardo..”; per l’azzurro Vitalini che cade coinvolgendo un cameraman “….non cadere lì nooo!!  Mamma mia, è andato addosso ad una persona, è un arrivo assurdo, è un arrivo demenziale, senza senso”; per il francese Alphand, che finisce tra la folla “ancora insistono a star li’ dietro, io divento matto!!, per fortuna è andata bene anche stavolta!”

MORIOKA, MONDIALI ASSURDI

Si arriva all’appuntamento “clou” dell’anno, a Morioka, località giapponese prescelta dalla Fis. Per gli spettatori appassionati sveglie notturne, spesso, solo per apprendere che la gara del giorno è stata posticipata di un’ora, venendo poi soppressa. Parafrasando Bennato, situazioni che stancamente… si ripetono per… due settimane. Se si “corre” le gare sono in condizioni irregolari, piste inadatte, suono delle trombe che accompagnano gli sciatori in pista, tipiche degli eventi nipponici di un tempo.

Lo slalom è anticipato di 24 ore, situazione che non favorisce un Tomba debilitato da una brutta influenza. Per lo slalom gigante si ritorna come ai vecchi tempi: una manche per giorno, non accadeva ai mondiali dal 1970, ma stavolta per motivi meteo. C’è perfino una contemporaneità di gare per sfruttare la finestra favorevole lasciata da Giove niveo: la seconda manche del gigante maschile e la seconda dello slalom femminile si accavallano nel medesimo momento. Gattai, giudiziosamente, non avela nulla ed anche lo slalom femminile è seguito, come se si fosse svolto il diretta. Le  libere sono una lotteria: tanto varrebbe sorteggiare il risultato. Primi estratti lo svizzero Lehmann e la canadese Pace. Va aggiunto, per quanto riguarda Telemontecarlo, il periodo assai difficile della redazione giornalistica; c’è un’agitazione in corso, tutti i giornalisti sono in sciopero. Gattai effettua regolarmente le telecronache e come avviene ai grandi eventi, si occupa anche delle gare donne.

Capitolo italiani, due momenti negativi fra i tanti: Deborah Compagnoni esce nel gigante dopo 36 secondi (…. molto in ritardo di linea, ma nooo!!, ma nooo!! Fuori subito Deborah Compagnoni”). Non miglior sorte per Alberto Tomba in slalom, come detto, debilitato “..un po’ seduto nelle prime porte,….male all’ingresso sul ripido….manche discreta di Alberto ma non eccezionale……qua linee buone, molto strette, finalmente sul palo……nooo!!, fuori  ha inforcato…questi mondiali non vogliono dir bene..).

Nell’ultima giornata restano i due superg: si svolge solo quello delle donne, viene cancellato quello dei maschi. “…sarebbe stato troppo se riuscivano a fare questa gara, è giusto che qualcosa sia andata storta” …..sentenzia Gattai, congedandosi da Morioka.

Il dopo Morioka offre soprattutto un Werner Perathoner a Kvitfjell nelle preolimpiche di discesa: in occasione della seconda piazza d’onore dell’altotesino (“…accidenti la velocità non è eccezionale”); la vittoria è di Armin Assinger (…e io ne sono felice perchè correva ai miei tempi).

Quanto ad Alberto Tomba un’uscita finale ad Are, dove per la prima volta si organizzano le finali di Coppa del Mondo, così come sono concepite ancora oggi. La descrizione di Gattai (“molto forte, un altro passo, non ti sedere, è un Alberto pimpante, adesso ha un po’ turato i freni, nooo!!, fuori, peccato, proprio non vuole andare….”) rappresenta…alla parola…tutto il potenziale inespresso nella stagione (fasi di gara grandiose ma anche incertezze, dubbi, timori, tenute, uscite del campione felsineo).

ATTESA BIENNALE PER UN NUOVO ANNO OLIMPICO

Ma la ciclicità della storia offre ad Alberto Tomba ed allo sci azzurro un’opportunità unica; per la successiva stagione 1993/94 sono già in programma i Giochi Olimpici, sfalsati di due anni per decisione del Cio (onde non caricare più nello stesso anno Olimpiadi invernali ed estive). La prima novità riguarda il calendario: viene introdotta dal mese di Ottobre 1993 una gara sui ghiacciai, si gareggia per la prima volta a Soelden. Nella prova femminile telecronaca in coppia con Andrea Prandi, di fatto il titolare delle gare muliebri, salvo il dover lasciare posto a Gattai nelle prove olimpiche o mondiali. Altra innovazione non da poco nelle telecronache di Gattai è il  coinvolgimento di Matteo Pacor (reduce da Tele+ 2) che si trova sul posto e gli fornisce spunti preziosi che l’avvocato milanese (a volte in collegamento da studio) non può vedere. Nel gigante di Park City, Alberto Tomba deve cedere a Gunther Mader, per soli 2 centesimi di secondo. La curiosità di questa prova sta nel cronometro che scorre quasi indipendentemente dallo schermo. Nella prova di Mader c’è un’iniziale illusione della vittoria di Alberto in quanto il tempo in sovraimpressione prima scorre a 2.01 poi come un gambero, si ….assesta a 2.00.61, appena meglio del nostro portacolori. Il primo hurrah per Alberto viene dalle nevi di Stoneham non senza un brivido iniziale.  Nel corso della seconda manche in partenza: “Oddio, l’han fermato, cosa è successo?” chiamando in causa Matteo Pacor che si trova nel parterre della località nordamericana; quest’ultimo stempera la tensione con una battuta: “Adesso aspettiamo che una marmotta gli tagli la strada e siamo al completo”. Per fortuna la gara si dipana nel migliore dei modi “Forza Alberto, 24 centesimi di vantaggio, nooo, per un attimo ho temuto l’inforcatona…, forza Alberto, lasciar correre gli sci…… attaccare, tenere le linee più dirette possibili…… forza Alberto, forzaaa, si ce la fa per 0.12….. porta l’indice della mano sinistra sulla tempia come per dire, qui sono tutti matti!!”

Alberto Tomba invece palesa qualche difficoltà nei giganti, sarà così per tutta la stagione. Da Gattai l’opinione su Alberto nel corso della prova di Val d’Isère “per me Alberto vista la struttura che ha, nei tracciati facili e con neve molle, fa fatica” Per gioire bisogna invece assistere agli slalom, come quello del Sestriere “È rimasto indietro, come aveva fatto nella prima manche, ma adesso deve cambiare marcia…. lascia andare gli sci come sai fare…. forza Alberto, stravince, stravince, alè!”

Nella discesa della Val Gardena un fatto inconsueto che spiazza Telemontecarlo: collegamento chiuso e linea alla programmazione ordinaria ma la pista, inondata dal sole diventa più veloce; col numero 66 va ad imporsi il rappresentante del Liechtenstein, Markus Foser. Gattai non può far altro che annunciarne l’affermazione nel telegiornale sportivo della rete, mostrandone le immagini.

Nel super-g di Lech am Arlberg la rabbia di Gattai per una situazione di rischio che coinvolge l’italiano Fattori allorché deve schivare un addetto alla pista, sconsideratamente in traiettoria; “Ahi, robe da matti, robe dell’altro mondo”.

Nella discesa di Saalbach, in due manches, la linea gli viene chiesta dopo l’inversione dei 15 e la telecronaca si chiude proprio mentre scende il canadese Podivinsky, che con una rimonta non pronosticata agguanta il primo posto, partendo dalla diciottesima posizione.

In una serie di slalom giganti avari di soddisfazioni per Tomba, si mette in luce a Kranjska Gora l’azzurro Matteo Belfrond. Gattai, stavolta non solo spinge il valdostano ma stavolta si rivolge al … tempo di gara con un “Fermati cronometro!!….”; arriverà un secondo posto di grande prestigio.

Decisamente da dimenticare per l’emittente il superg di Wengen, trasmesso nel corso di una nuova trasmissione della domenica mattina di Tmc, inconcepibilmente inserita a rompere…le uova nel paniere dei tanti appassionati.  Viene appena mostrata la vittoria di Girardelli, ma non tutta la gara che peraltro offre anche situazioni drammatiche come le cadute di Polig e Holzer nel rettilineo finale.

In un clima mesto per la morte di Ulrike Maier, il giorno prima a Garmisch, assistiamo ad una vittoria in slalom di Alberto Tomba a Chamonix ” via, via, viaaa,….manche veramente difficile non rimanere indietro ….mamma mia ogni volta che arretra c’è d’aver paura…. forza!, forza!,….ultimi metri per Alberto e la vittoria è sua!!… vince una gara difficilissima su una pista terribile..”

Nell’ultima prova prima delle Olimpiadi, Alberto Tomba, si afferma a Garmisch ancora in uno slalom “….qui è rimasto un attimo indietro ma è di una rapidità micidiale…… è confortante vederlo sciare così….grande grande Alberto ha il cronometro per cervello sa quello che deve fare….. grande, grande, grande….” utilizzando questo attributo innumerevoli volte fino a che una transenna cede con Tomba sdraiato e i tifosi che sporgendosi oltremodo, quasi vanno a travolgerlo.

Tmc per Lillehammer 1994

LILLEHAMMER, CROGIOLO DI RICORDI

A Lillehammer Gattai torna a commentare la cerimonia d’apertura, sei anni dopo Calgary. Quella di Albertville era stata descritta per Tmc da Giacomo Mazzocchi con Fiammetta Scimonelli. L’inizio delle gare è farraginoso per la scelta davvero curiosa degli organizzatori di accavallare la discesa libera maschile con la 10 km. femminile. La Di Centa è avviata a vincere l’oro ma nel contempo parte la discesa libera che subito offre atleti di vertice. Giacomo Mazzocchi dal fondo, durante la discesa di Trinkl (n.2), interviene spesso al punto che Bruno prega il telecronista romano di aspettare la discesa di Runggaldier (3) prima di aggiornare di nuovo la classifica. Scende con il n.4 Pietro Vitalini su cui si fondano grandi speranze dopo le brillanti prove (…qui purtroppo ha perso tanta velocità, davvero non è sceso come nei giorni scorsi…. fa fatica a tirare questa curva..).

Nella successiva prova, il superg femminile, Bruno Gattai (con Andrea Prandi al suo fianco) inventa un tormentone scaramantico, con la Kostner provvisoriamente argento, ripetendo sistematicamente il tempo dell’azzurra al momento dell’arrivo delle altre concorrenti

“Perdonate il patriottismo ma credo che in queste occasioni sia abbastanza giustificato” La trasmissione si chiude con… l’argento di Isolde Kostner che si trasforma in bronzo definitivo per via della prova della russa Gladishiva, partita con il n.35 (non trasmessa da Tmc).

Nuovamente bronzo per Isolde Kostner nella libera e grande rammarico per Bibiana Perez, caduta mentre era avviata ad una medaglia (….buonissima, 29 centesimi di ritardo, nooo! speriamo non si sia fatta male, che peccato…).

Nel gigante Alberto Tomba non ripete gli splendidi allori del 1988 e 1992; tredicesimo dopo la prima manche (“…spero che non si addormenti, forse sta tenendo un po’ troppo…. poco dinamico…..). Nella seconda: “….Grosso errore di Alberto che poi non ha reagito con prontezza, come avrebbe dovuto, a me sembra proprio stanco…nooo, fuori gara Alberto Tomba!).

Nelle tre Olimpiadi che ha commentato, Bruno Gatttai ha però sempre “vinto” uno slalom gigante; stavolta vi riesce non con Tomba ma per interposta persona, con Deborah Compagnoni. E come nelle altre due occasioni ci sorride anche la prima manche “…Partita molto decisa…..per un attimo ha perso l’esterno ma si è ben ripresa…..l’importante che non tagli….che rimanga in anticipo di linea, ma inquadratela di fronte!….., mi sembra bene, mi sembra bene….0.92 di vantaggio per Deborah Compagnoni, molto ma molto bene….”  Seconda manche del gigante, sventatamente inserita insieme alla prima parte della 30 km. femminile; sta per arrivare un’accoppiata rosa Di Centa  – Compagnoni ma per Deborah è necessario portare gli sci al traguardo “…aumentato il suo vantaggio, 1.04, forza Deborah, forza, non ti sedere in queste gobbe e poi è fatta!!….attenzione a quella gobba, grande rischio ma ormai dovrebbe essere fatta,  non ce ne è per nessuno, è prima, la medaglia d’oro ritorna al collo di Deborah Compagnoni…” La facilità con cui Deborah Compagnoni si affermava in quegli anni rendeva tutto meno enfatico, rispetto, ad esempio, a Tomba. Non c’è tempo di festeggiare al meglio, l’oro di Deborah che già è necessario passare la linea al fondo dove Manuela Di Centa, sta trionfando anche lei.

Si chiude con lo slalom maschile. Alberto Tomba sembra quasi voler ricavalcare la storia di Albertville offrendo una prima manche tanto brutta per essere vera. “…Non ha preso un gran ritmo, …..questa frenata proprio non ci voleva…..Alberto scuote un po’ la testa”. Sarà dodicesimo.

E come ad Albertville, anche la seconda manche di Tomba, per dirla alla Gattai è buona ma non buonissima.  “Subito male alla seconda porta, e qui ancora, proprio non c’è oggi, le prime due porte sono state una tragedia, ….qui sta sciando, qui sta sciando,, l’importante che non sia arretrato, via, via, …….qui ha allungato la linea e ha perso tempo, ha perso tempo, per le ultime porte….può recuperare diverse posizioni ma andare a vincere la vedo molto, molto, dura”..

Si susseguono le discese e prende corpo la speranza di una corposa rimonta; prima della prova di Mika Marila, Alberto, al microfono di Flavia Filippi, non appare entusiasta. A quattro concorrenti dalla fine c’è un’autentica forca caudina, l’austriaco Sykora, ma questi inforca, portando Alberto ad un posto dal podio. Per Roth e Aamodt uscita per entrambi alla seconda porta. “Incredibile….!!!” (sembra di ascoltare Piccinini, prima ancora che Gattai). Manca solo Stangassinger, come Jagge ad Albertville con un vantaggio abissale (1.84). “…ha fatto una gara prudente fino ad ora, chissà che non lo sia troppo… 0.15 di vantaggio, ha vinto Stangassinger, Alberto senza quell’errore in alto vincevi tu,….. nonostante abbia vinto Stangassinger, le telecamere sono tutte per Alberto Tomba ”.

Per Gattai, la sera stessa, con la cerimonia di chiusura, l’ultima telecronaca olimpica in Tv.

La stagione non ha più nulla da offrire se non le finali di Vail in Colorado dove non troviamo al microfono Bruno Gattai bensì Andrea Prandi con Matteo Pacor per discesa libera e supergigante in un commento comunque di primissimo ordine. Viceversa la prova di gigante, per uno sciopero di giornalisti, viene diffusa senza commento, mentre lo slalom maschile non si disputa.

LA STAGIONE DELLA SFERA DI CRISTALLO

Come in una liturgia che si ripete ogni anno riparte la Coppa del Mondo di sci alpino 1994/95, proponendosi con le prove francesi di Tignes. Qui assistiamo al primo atto di una recita che ancora nemmeno pensiamo di poter vivere: la rincorsa di Alberto Tomba alla sfera di cristallo. A Tignes, nel gigante, non ci si aspetta molto da Tomba, dopo che nella prima manche ha perso 1.88, finendo fuori dai quindici; arriva però una rimonta clamorosa che Gattai (ci può stare un errore nella sua quindicinale carriera) non individua subito, probabilmente per una lettura inesatta dell’intermedio. “…E’sempre un po’ statico….manca di fluidità…nel tratto difficile ha sciato molto bene, benissimo, benissimo, guardate che roba, guardate cosa ha recuperato”. Sono i prodromi di una grande stagione; quarto a 0.75 dal sorprendente vincitore Vogt.

Sempre a Tignes, in slalom, arriva la prima grande vittoria: “….la sensazione che sia in palla come poche volte, è bello fluido…vi assicuro che ne aveva ancora, in questo momento è un altro pianeta”

Nella notte del Sestriere (slalom): “Troppo seduto Alberto….non mi piace in questa parte di gara…sta rischiando molto….è molto veloce nel finale…non ce la fa…sii, sii, sii, sei centesimi, mamma mia, avevo perso la speranza verso la fine…” L’avversario di quella gara è lo svedese Thomas Fogdoe, nella stessa stagione rimarrà paralizzato per un incidente in allenamento.

Arriva poi il leggendario doppio appuntamento di Lech. Nella prima gara fila tutto liscio….o quasi”….rischio pazzesco in quella tripla dove non ha inforcato per un millimetro….molto centrale, molto pulito, molto bello, molto tranquillo, …..signori, questo è sette categorie sopra gli altri”.  Poi (per trovare riferimenti storici dopo la quinta vittoria consecutiva in slalom) la linea va a Mattero Pacor, re della statistiche già allora, in attesa di diventare imperatore, con il suo ski-db. Mentre in zona traguardo si festeggia con un dolce che ricorda i ventotto anni compiuti da Tomba.

L’indomani il bis a Lech, in una manche caratterizzata da una fermata di Tomba a metà pista:”….è entrato nella tripla con una velocità doppia rispetto agli altri, fantastico qui, ….mamma mia che manche che sta facendo…guarda che roba 1.12…”; poi arriva il momento dell’errore “…no, no, nooo, dai adesso ancora, ce la può fare ancora……via, via, via, ….primoo”. Mentre Alberto non si capacita, scende Sykora “….non ha attaccato tanto, ha fatto una gara intelligente….ed è dietro!!!….Alberto felicissimo….ne ha fatta un’altra delle sue!!!”. Facile riportare in questa occasione le parole di Gattai, molto meno descrivere l’espressione compiaciuta delle sue parole dopo un successo diventato insperato. Da allora a Lech am Arlberg, non si è più gareggiato per ventisei anni, quasi a scolpire nei ghiacci eterni, quel doppio successo. Prima che arrivi Natale, arriva il primo successo in stagione in gigante, in Val Badia. “…sta tagliando molto ma riesce a fare delle linee notevoli….. ha fatto una gara che gli darà tanta fiducia”

Con l’anno nuovo Gattai ritiene che, in slalom, la legge dei grandi numeri non possa essere dalla parte di Alberto, che peraltro continua a inanellare vittorie come, ad esempio nello slalom di Garmisch “….tieni, tieni, tieni, non rischiar così, mamma mia, è troppo forte…ha una potenza di gambe, non so come ha fatto in quel punto a salvarsi, un matto perché poteva scendere molto più piano di così”

E nelle discipline veloci? Sta nascendo l’Ital-jet. Prima però il brivido della caduta aerea di Vitalini a Kitzbuhel, nella prima delle due discese. “….numero, numero….brutto, brutto, stai su, stai su, Pietro,….oddio……” Seguono interminabili secondi di silenzio che corrispondono ad altrettante capriole…..poi si vede lo sciatore integro “Mamma mia, sta in piedi, menomale!!, menomale!!, menomale!!, menomale!!” Il grande sollievo si trasforma appena dopo in rabbia per le inadeguate protezioni ….”Non ne posso più, questo è il punto più terribile che esiste al mondo….”

Sempre a Kitzbuhel, non manca l’ennesimo successo Alberto Tomba: “molto deciso, molto deciso….qui in ritardo, si è seduto ma è scappato via bene, grazie alla sua grande potenza, ahi, ha rischiato di andar via ma è rimasto su,…..qui sta andando come un treno….taglia, taglia, vieni qua….è primo, è primo, ottava vittoria consecutiva, la Coppa sembra veramente in tasca…”

La discesa libera di Wengen consegna alla storia il ritorno alla vittoria di un campione “dotato di una classe eccelsa, con molti problemi in questi ultimi anni”. Stiamo parlando di Ghedina. Il racconto di una discesa libera è diverso dalle seconde manche di slalom. Quando un atleta parte con il n.3 e poi deve seguire le discese dei concorrenti, la gioia della vittoria, arriva un po’alla volta, lentamente diluita. Anche le emozioni che fornisce Alberto Tomba sono ormai la norma, vista la disarmante supremazia e sicurezza: a Wengen ”…l’ultimo passaggio complicato è quello che arriva adesso, forza Alberto!!, non ha fatto un piega…non ci si riesce quasi più ad esaltare perché sembra quasi tutto scontato…”.

Di quei giorni una voce dalla Spagna che poi si concretizza presto, non c’è neve a Sierra Nevada, i mondiali sono a forte rischio. Verranno cancellati e rinviati al 1996.

Ad Adelboden, in gigante bastano ….quattro pedalate per vincere, per dirla alla Totò “…è qua che deve fare linee che gli altri non sono in grado di fare e secondo me le ha fatte…”, per andare ad espugnare una località dove non si era mai affermato.

Nonostante la negativa trasferta di Furano, Alberto si aggiudica la Coppa per l’inerzia guadagnata nei mesi di dicembre e di gennaio. Per proteggere la leadership di Alberto i velocisti tolgono tanti punti ai potenziali rivali “…una volta di più l’Italjet sta dando una mano ad Alberto Tomba”…. Ghedina e Runggaldier si affermano a Whistler Mountain, Perathoner si aggiudica una gara a Kvitfjell, Vitalini avrebbe vinto egualmente a Kvitfjell, se la gara non fosse stata sospesa per condizioni meteo avverse. Lo stesso Vitalini cade rovinosamente nello stesso giorno (in tarda mattinata) proprio mentre Gattai sta descrivendo la sua discesa con l’allenatore Mauro Cornaz,

Si arriva alla festa finale di Bormio, con l’unico rammarico che sfugge all’Italia la Coppa di discesa, proprio nella stessa gara in cui si fa matematico il successo finale assoluto di Alberto Tomba. Gattai commenta anche alcune prove femminili insieme ad Andrea Prandi. Il momento clou con il gigante che Alberto vince davanti alla sua fidanzata di allora, Martina Colombari, in trepidazione per Albi. Ma facciamo dire a Gattai, quello che da tanti anni volevamo sentire “…assolutamente straordinario, primo in questa gara, primo nella Coppa del Mondo generale, primo nella Coppa del Mondo di slalom di gigante, primo nella Coppa del Mondo di slalom, fantastico Alberto….!”  Nel giorno dopo un’ uscita per Alberto in slalom alla prima manche,  ma tant’è: Tomba può festeggiare con i suoi tifosi, con un look tutto giallo, bandana, canottiera e pantaloncini corti, andando poi a rivestirsi da atleta per la consegna della Coppa assoluta.

Tra l’altro impazza in quei giorni uno spot di una famosa marca di pasta, con protagonista (anche impertinente) un Alberto Tomba che fa da cavia in un laboratorio di biorobotica; una scienziata trova nei fusilli la chiave per renderlo bionico.

ASPETTANDO I MONDIALI DI SPAGNA

Tutto confermato nella stagione 1995-96 con Matteo Pacor al parterre e con Bruno Gattai che prevalentemente conduce dall’Italia. Deve ripartire, però, Alberto Tomba, il quale fa fatica nei primi giganti e fra i pali stretti, sebbene a Park City “…stava andando fortissimo ma ha inforcato”….

È la stagione che presenta nuovamente l’attesa per il mondiale di Sierra Nevada, in edizione da disputarsi in anno pari dopo 14 anni. Al pari di Alberto Tomba fatica a decollare anche l’italjet: ci eravamo abituati troppo bene nella stagione 1994/95.

Con la seconda manche dello slalom di Campiglio, finalmente Tomba riassapora la vittoria: “….è partito come un matto, è chiaro che non vuole accontentarsi di un piazzamento,…..sta andando come un treno sarà dura per gli altri…grandissima manche di Alberto, mamma mia!”

Il bis in slalom, subito dopo a Kranjska Gora “….Ho la sensazione che voglia dare una lezione a tutti perché sta attaccando come un matto……. lo ha massacrato ancora una volta (riferendosi a Jure Kosir), massacrato in senso sportivo naturalmente…..”

A Flachau, dove si avvicina alla vittoria in gigante, arriva un terzo successo nello slalom. Dal nostro osservatorio futuro abbiamo la possibilità di sapere che questa è l’ultima vittoria in consecutività di Alberto in Coppa del Mondo. Nelle successive stagioni solo vittorie singole, non accompagnate da bis o tris. “È partito molto deciso…mamma mia che rischio lì, si era inclinato pericolosissimamente,… ora deve rischiare nella porta che vi ho segnalato precedentemente e lo fa, tocca addirittura il palo con la punta dello sci alla terz’ultima porta”. Come al solito gli avversari spaventati dalla sua manche, finiscono per terminargli dietro.

Non arrivano vittorie in discesa libera ma un terzo posto di Runggaldier a Kitzbuhel è vissuto da Gattai con estrema partecipazione “..Non ti sedere, non ti sedere!!”. Arriva invece una vittoria di Perathoner a Garmisch in supergigante, insperata anche per lo stesso Gattai “….Ce la fa, credevo che quell’errore gli sarebbe costato di più…”  E pensare che ad inizio 1996, si vociferava che Tmc non potesse più seguire le gare di Coppa del Mondo: era scaduto al 31 dicembre 1995, l’accordo con la Rai in forza del quale Tmc avrebbe potuto trasmettere le gare. Come vedremo qualcosa avverràm non subito ma a fine stagione.

SIERRA NEVADA: ORI A PROFUSIONE

Ai mondiali di Spagna 1996, dopo lo stupore di Gattai nel vedere sfilare l’attore Bebo Storti tra la delegazione del Senegal alla cerimonia d’apertura, è subito Isolde Kostner, oro nel superg, il primo sussulto per un errore del regista che improvvisamente inquadra il cancelletto di partenza mentre Isi scende “Ma no per favore fatecela vedere!… Lei ha questa sensibilità nei piedi straordinaria che potrebbe consentirle di fare un grande risultato….forza Isolde, oggi potrebbe essere per lei il coronamento di una carriera giovane ma estremamente positiva…Guardate la Zurbriggen che scruta il cronometro con terrore… Alè!! 0.66 di vantaggio!!”

Arriva poi lo splendido argento di Kristian Ghedina. Come detto ampiamente le prove veloci offrono, per la loro caratteristica di prova unica, pathos ed entusiasmi meno immediati. Ma Gattai, da ex discesista era un grande estimatore del cortinese. Seguiamolo attraverso questo filmato. Non anticipiamo nulla per lasciarvi il piacere di sentire le sue parole, trattandosi di video, con sua telecronaca originale, inedito per il web, almeno per chi legge subito questo testo.

La settimana continua con alcuni annullamenti; gli organizzatori fanno disputare lo slalom della combinata di sera, prima manifestazione in assoluto ai mondiali che si svolge con luce artificiale, facendo peraltro arrabbiare i membri di Sestriere 1997 in quanto la premiere in notturna, in una rassegna iridata dello sci, doveva essere (originariamente) piemontese.

Nello slalom gigante femminile, Deborah Compagnoni è quarta dopo la prima manche a 1.14 da Sonja Nef. “Mamma mia, come si inclina qui, è nella parte centrale che deve dare il meglio perché lei è tanto sensibile, tanto progressiva e fluida,… ….mollare qui sotto altrimenti non si può recuperare….la sensazione che mi ha dato è di essere molto, molto stanca nel finale…” Nonostante il pessimismo, la Compagnoni è ancora in testa dopo le discese della Wachter e della Roten, sembra una medaglia d’argento probabile visto il vantaggio della Nef. “Eccola Sonia Nef, 1.14 da gestire, grande pressione, grande responsabilità per lei…ahhh, è fuoriii!, Deborah Compagnoni è campionessa del mondo, …nello sport, come nella vita chi sbaglia paga, Andrea!” riferendosi direttamente al suo collega, Andrea Prandi che lo ha accompagnato in tutte le prove femminili.

Neanche il tempo di gioire per questo secondo oro femminile, che il giorno dopo è prevista la prova di slalom gigante maschile. Alberto Tomba che quest’anno non ha mai vinto in gigante ha avuto  in sorte (nel ricordo della vittoria di Calgary 1988) il numero uno e questo è senz’altro un grande vantaggio: “…molto pulito, molto pulito, adesso deve stare solo attento a non sedersi, fino adesso sta scendendo alla stragrande, …. qua mi piace meno, mi è piaciuto molto di più in alto” Fatto sta che la prova di Alberto rimane “invitta” nel corso della prima manche. Ora però bisogna vincere l’oro nella seconda nonostante una mezza caduta “0.65 da gestire, nooo!!, si è ripreso, dai su!!, sa di aver sbagliato adesso rischierà ancora di più, non so come ha fatto a stare in piedi…..Adesso devi solo mollare in quelle sette porte finali…. appena queste due, poi mollare!!, forza Alberto!….Molla tutto adesso, giù… è primooooo!! campione del mondoooo!! incredibile come ha fatto a stare su in quella porta, cadendo, era per terra alla ottava/nona porta. Alberto non solo vince in questi appuntamenti, ma riesce a fare delle cose che rimangono nella storia dello sci….”

Nella domenica conclusiva lo slalom di chiusura; Alberto per il bis, non aveva mai vinto ai Mondiali, adesso cerca il doppio oro. Ma la prima manche dello slalom, come ad Albertville ‘92, come a Lillehammer ‘94, non è fra le migliori… “…queste immagini sono terrificanti, non ti consentono di vedere la gara, deve ancora prendere il ritmo, sta facendo una manche attenta, Alberto, senza rischiare fa fatica e perde troppo, 0.81, non ho avuto una buona sensazione sin dall’inizio”  E’ destino che nello slalom tocchi vedere Alberto Tomba in ritardo nei grandi appuntamenti dopo la prima manche. Però stavolta, contrariamente alle due Olimpiadi già citate, lo svantaggio è sotto il secondo. Nella manche decisiva, ancora una volta Gattai se la prende, inizialmente, con la regia spagnola. “No!, queste riprese laterali,… è una buona manche fino adesso, non è stratosferica…Ecco ora l’ultima doppia, stai su e taglia adesso,….molla tutto adesso… 1.22 (di vantaggio), più o meno ha fatto lo stesso tempo di Zinsli, non so se basta, non credo che basta, la manche sarà sufficiente per il podio, non credo per la vittoria…”. Scendono Von Grunigen, Kosir, Amiez, Reiter, tutti dietro oppure usciti, quindi anche la memoria torna indietro di cinque anni, quando ad Albertville era proprio Jagge in testa. Questa volta però il norvegese… “…Non è così bello come nella prima prova,  un po’ seduto, un po’ schiacciato,…..è già dietro, a questo punto le chances sono veramente tante, fuoriiiii!!! Alberto Tomba è campione del mondo di nuovo!!. Incredibile, incredibile!!!, Francamente anch’io stavolta dopo questa manche non ci credevo!!!” Dopo i mondiali in Sierra Nevada alcune vicissitudini legate alla situazione di Telemontecarlo (come sopra riportato) impediscono all’emittente monegasca di trasmettere le finali in Norvegia.

BRUNO GATTAI: ULTIMA STAGIONE A TELEMONTECARLO

Appianati da Tmc i problemi legati alla cessione di diritti, parte una nuova stagione, il 1996/97, inconsapevolmente l’ultima di Gattai a Telemontecarlo. In questa stagione dal parterre vari commenti ed interventi dell’ex slalomista Carlo Gerosa.

Le più belle soddisfazioni arrivano da Kristian Ghedina a Chamonix (“aspetta ad invertire che è lunga, non finisce mai questa curva”) ed a Wengen (dai Kristian, è in questo tratto che fa la differenza….) con il brivido di una caduta finale del cortinese in zona traguardo ed un altro sussulto per un volo assurdo di Kernen (…..porca miseria che botta…ohi, ohi, ohi!!)

La ciclicità di Tomba ci insegna che ogni quattro stagioni ce ne può essere una meno felice per l’azzurro. Così nel 1988/89 e nel 1992/93, all’indomani di stagioni dai grandi ori.

In Coppa del Mondo, arriva da Tomba un unico squillo di vittoria nella prima notte assoluta di Schladming (subito una bischerata….via Alberto, qui non è male, op, non sederti lì). E’ anche la stagione dell’austriaco Sykora (“mamma mia che forzaaa!!..  fa paura!!, fa paura!!, fa spavento!! per come scia”, così Gattai sentenzia dopo la vittoria nello slalom di Chamonix)

L’ORA DEL SESTRIERE

I mondiali del Sestriere sono un altro caleidoscopio di emozioni per lo sci azzurro. La cerimonia d’apertura è seguita da Bruno Gattai con Cristina Fantoni e Carlo Gerosa. Nel corso della telecronaca Gattai ricorda l’episodio di una sua caduta al Sestriere nel 1976, in allenamento, quando perse i sensi e risvegliandosi pensò di trovarsi ancora a Cervinia, dove si era allenato la settimana prima. Per quel motivo, medici ed allenatori capirono che era il caso di doverlo trasportare in ospedale, anche declinando cortesemente l’invito dell’avv. Agnelli a salire sul suo elicottero per accelerare i soccorsi verso Pinerolo, in quanto la situazione non era comunque allarmante.

Antonia Magoni, madre di Lara

Il calendario, un po’ rivoluzionato rispetto al consueto, prevede già al secondo di giorno di gare lo slalom speciale femminile: il ricordo della corsa è legato soprattutto alla figura di una madre, Antonia Magoni che venne inquadrata con una finestrella in alto a sinistra, mentre incitava la figlia Lara che stava scendendo.  Per tutta la gara si ascolta anche il suo incitamento “assordante” al microfono di Cristina Fantoni. Al traguardo Lara Magoni è al comando, nell’entusiasmo della mamma e naturalmente della figlia. Lara deve però inchinarsi a Deborah Compagnoni mai così forte anche in slalom come in quella sera…”alla stragrandeee, che rischio, adesso non deve aver paura di quel rischio….abbiamo due azzurre nelle prime posizioni e adesso tocca alla svizzera (Roten)….non è mica facile per Karin Roten scendere”. Con il ritardo all’intermedio si ufficializza l’oro di Deborah, con l’arrivo al traguardo dell’elvetica si fa concreto anche l’argento della Magoni. Spazio agli entusiasmi, con protagonista spontanea, ancora la mamma di Lara Magoni che si rivolge al marito Marcellino, che aveva visto la gara nella sua abitazione.

In campo maschile l’illusione di Ghedina, nella discesa ”…la gara per chi sbaglia di meno”…. Dopo che il cortinese ha ottenuto il miglior tempo provvisorio, ora tocca agli altri. Alphand cade, Fritz Stobl, abissalmente in vantaggio finisce per esser “….dietroo!!!, un centesimo dietrooo!”

Mentre una sovrimpressione già annuncia per il dopogara una rivisitazione in parallelo Ghedina-F.Strobl, arriva invece Bruno Kernen II, “….sta facendo un garone pazzesco….!! …chi mi segue sa che è un mio pupillo ma proprio oggi!!, sta facendo la gara della vita, porta via la medaglia d’oro a Kristian Ghedina, proprio non me lo aspettavo” Arriva poi Lasse Kjus a superare ancora Ghedina che sarà bronzo. In questi casi forse il terzo posto va apprezzato più di un secondo, perché sa meno di beffa.

Si torna alle donne con lo slalom gigante femminile. E’ la gara in cui Deborah Compagnoni vince passeggiando: nella prima manche “…non è mai facile correre da superfavoriti, sembra di vedere sciare un uomo per quanto ha pennellato, fantasticaaa!!”, con un sussulto per un rischio punteggiato da un “eehhilaà”.  Nella seconda manche della conferma mondiale: “….mi sembra che sia andata via decisa senza controllare un accidente…..come ha tagliato qua, menomale che è stata svelta a tirarsi su, ha rischiato grosso….non c’è ne è per nessuno, medaglia d’oro Deborah Compagnoni, quinta medaglia d’oro pesante … non ha assolutamente rivali, tranquilla, impermeabile alle emozioni”

Prossimo oro: Isolde Kostner si riconferma in superg: “…deve star dentro secca all’ultima curva, prima……bastava star dietro di quattro decimi che poi poteva essere fatta……aveva una voglia di mordere la pista all’inizio che secondo me non le ha permesso di sciare come voleva…..”

Nella combinata femminile Gattai invoca il dio della discesa affinché possa ispirare Morena Gallizio, prima dopo lo slalom d’apertura “…o oro o niente, sono in otto centesimi, dentro dritta come in fuso,……(quarta) che rabbia!! per tre decimi….”.

Non è il mondiale di Tomba: non benissimo nel gigante dove vince Von Grunigen, uno svizzero per il quale Gattai decantava sistematicamente la gran tecnica di sciata. Il responso dello slalom arriva dopo due discese della prima manche visto che Amiez (n.2) fa meglio di lui (sceso con il n.1) di 1.50. Stavolta Alberto è debilitato, c’è meno ottimismo ma potrà arrivare al bronzo con una rimonta nella seconda manche. Sarà comunque l’ultima medaglia pesante di Tomba e l’ultimo commento mondiale di Gattai.

Dopo i mondiali del Sestriere, Gattai tiene a battesimo la prima vittoria di Hermann Maier a Garmisch (davanti a Ghedina in superg), facendoci subito capire il temperamento dell’austriaco  “E’ partito con una cattiveria micidiale, quasi a voler disintegrare la pista….Hermann Maier ha fatto una gara assolutamente straordinaria”. E’ il week end in cui Pietro Vitalini si era dovuto fermare per un ostacolo umano in pista nella discesa “Mamma mia, noo, noo, noo, incredibile, incredibile….questo deficiente non sa forse nemmeno lui quello che ha rischiato”

recente immagine di Bruno Gattai

CI RISENTIAMO DALLE RETI MEDIASET

L’addio a Telemontecarlo di Gattai con lo slalom di Vail, vinto da Jagge. Proprio mentre scende il norvegese, Gattai analizza la stagione di Tomba. “..in slalom è sempre lì. Se l’anno prossimo affronterà la stagione con un po’ più di serietà e son sicuro che lo farà, ci divertiremo ancora”

Si chiude un’era ma noi ancora non lo sappiamo. Finisce l’avventura di Gattai a Telemontecarlo, durata 14 stagioni memorabili per lui, per noi e soprattutto, per lo sci azzurro. Alle telecronache vanno aggiunti i contributi di Bruno Gattai per le rubriche “Pianeta Neve” e “Tmc Sci” e i servizi per i Tg.

Per la prossima stagione, Mediaset andrà ad acquisire i diritti della Coppa del Mondo, salvo quelli delle gare in Svizzera, in Austria, in Germania (più qualche prova italiana) e si assicurerà le performances microfoniche di Bruno Gattai. Con i paralleli di Tignes dell’ottobre 1997 (dove Gattai manda un saluto alla rete con cui per tanti anni aveva lavorato), parte una nuova era. Per necessità di narrazione, crediamo sia necessario, mettere un punto alla nostra trattazione: torneremo però a parlare di Gattai, quando andremo a parlare di Mediaset, fra quattro puntate.

LUCIO CELLETTI

supporto tecnico e grafico di Monica Celletti

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